Il modo più insensato di utilizzare la plastica è quello di usarla una volta sola, giacché si tratta di un materiale che ha avuto tanto successo in passato in quanto indistruttibile.
Quando venne creata l’obbiettivo fu quello di inventare un prodotto destinato a durare anche cento anni ed il suo uso è diventato invece quello di un qualsiasi prodotto usa e getta: se si pensa che le cannucce hanno un utilizzo medio di 15 minuti per poi rimanere nell’ambiente per tutti i decenni seguenti, è facile rendersi conto che qualcosa sta funzionando male.
Aree di plastica grandi quanto gli Stati Uniti
Nei nostri oceani, oggi, sono depositati ben 150 milioni di tonnellate di plastica, una cifra impressionante e davvero preoccupante.
Esiste un’area grande quanto gli Stati Uniti coperta interamente da rifiuti, per lo più composti da plastica e si trova nel mezzo dell’Oceano Pacifico.
Con tutta probabilità per un danno di queste dimensioni non esiste una soluzione, tuttavia è indispensabile porci delle domande e soprattutto cambiare mentalità e stile di vita, subito.
Ogni 100 metri di spiaggia ci sono 770 pezzi di plastica liberi sul suolo, l’ambiente è saturo, le microplastiche sono ovunque, le ingeriscono le creature marine e finiscono anche nel nostro piatto.
Nel 2050 nei nostri mari potremo vedere più plastica che pesci, siamo continuamente testimoni di capodogli morti nelle spiagge con la pancia piena di rifiuti, di tartarughe imbrigliate in corde e buste, di pesci uccisi da cannucce o spazzolini all’interno dei loro corpi ed ora questo sta accadendo anche a creature piccolissime come i gamberetti che vivono in fondo al mare.
È di qualche giorno fa la notizia del sesto capodoglio spiaggiato sulle nostre rive nel 2019, morto a causa della plastica ingerita.
Il problema tuttavia non riguarda solo i pesci, perché purtroppo la plastica oramai è anche dentro i nostri corpi; uno studio inglese fatto dai ricercatori dell’Università di Heriot – Watt afferma che durante ogni pasto stiamo ingerendo circa 114 fibre di plastica, contenute sia nel cibo stesso, sia nelle polveri domestiche che arrivano fino al nostro piatto.
Delineiamo la fine dell’era dei sacchetti di plastica
Non è certo l’Italia da sola a poter risolvere una situazione drastica a livello mondiale, tuttavia trattandosi di un Paese industrializzato e amato, potrebbe essere la nazione che dotandosi di regolamenti idonei e dando il buon esempio, verrebbe imitata da altri.
Nel nostro Paese le istituzioni, gli enti, le scuole e le associazioni che stanno bandendo la plastica usa e getta sono diverse centinaia e questo non può che renderci orgogliosi, soprattutto grazie all’azione ferrea che sta mettendo in campo il Ministro dell’Ambiente, il quale ha proposto al Consiglio dell’Unione Europea la direttiva che bandisce l’uso ed la commercializzazione della plastica monouso, che è stata approvata proprio il 21 maggio 2019.
Sempre il Ministro ha creato un credito d’imposta per le aziende che produrranno minori imballaggi di plastica o imballaggi che siano sostenibili per l’ambiente.
Elvicart da anni ha intrapreso una strada che tende a impostare prevalentemente la propria produzione su imballi di carta o di sacchetti di materiale ecologico.
Il divieto di utilizzo dei sacchetti di plastica per le merci che vengono acquistate in negozio è stata sancita nel 2011, anche perché le alternative esistono e sono possibili, dando una personalizzazione ai nostri acquisti e una mano al problema ecologico.
L’importanza del packaging per i negozi
Considerando che la confezione rimane molto importante per la pubblicizzazione del brand, negozi e supermercati si sono dotati di sacchetti che siano riutilizzabili, comodi, capienti e colorati, talvolta in materiale sintetico, più spesso in cotone naturale o in carta riciclata.
È importante tuttavia non incappare nell’errore di averne troppe, perché hanno dei costi elevati e la loro produzione non sarebbe comunque una scelta sostenibile: vanno usati fino alla fine, fino a quando non sarà più possibile usarli.
La soluzione ideale per i negozi sono certamente i sacchetti di carta che oggi vengono creati con materiale riciclato 100% ecologico e possono essere creati con materie prime di origine vegetale, riciclate o riciclabili appunto, rinnovabili, biodegradabili e compostabili; sono ovviamente personalizzabili col brand e la produzione dei quali ha impatto minimo in quanto un impatto minimo.

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